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   Esodati: scadenza del 2 marzo per la pensione

Gli esodati, coloro che sono caduti nella “trappola” dell’allungamento dell’età pensionabile con la riforma Fornero dopo aver sottoscritto un accordo di pensionamento anticipato con il loro datore di lavoro, hanno costituito, loro malgrado, un rompicapo burocratico, tra il dovere di sanare un’ingiustizia e la necessità di rispettare la legge così come era stata oramai modificata. Gradualmente, siamo arrivati alla cosiddetta “ottava salvaguardia”, che arriva a interessare circa 32mila persone sinora non protette da precedenti correzioni delle regole. Dovrebbero essere coinvolti 6.800 lavoratori in mobilità che avrebbero avuto la soglia della pesnione (beninteso, prima della riforma Fornero) fino a trentasei mesi dopo la data della loro mobilità (la settima salvaguardia copriva fino a dodici mesi); e altri 25000 lavoratori circa, di ctaegorie particolari già indicate nella salvaguardia precedente, che sarebbero arrivati alla pensione al 2021.

Ecco alcune casistiche più particolareggiate: se si è lavoratori autorizzati alla contribuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011, e non reimpiegati, devono conseguire il diritto alla pensione al 6 gennaio 2019. Se si è privi di contributi volontari a quella data, ma si ha almeno un contributo tra il 2007 e il 2013, il diritto alla pensione arriva al 6 gennaio 2018. Se si è lavoratori collocati in mobilità in seguito ad accordi stipulati entro il 31 dicembre, o si è comunque in presenza di un rapporto di lavoro cessato entro il 2014, si arriverà a conseguire il diritto alla pensione entro i 36 mesi della scadenza della mobilità. Per i cessati dal servizio, per risoluzione unilaterale fino a tutto il 2011, per accordi individuali fino a tutto il 2012, la “finestra” si apre al 6 gennaio 2019. Si tratta solo di alcuni esempi. Quello che conta è rivolgersi a un Patronato in grado di valutare più adeguatamente la singola posizione. Ed entro il 2 marzo presentare l’istanza di certificazione e contestuale domanda di pensione, con la modulistica e l’assistenza opportuna per superare la traumatica situazione di esodati, coloro lasciati ingiustamente “senza pensione, senza salario e senza lavoro” com’è stato detto.